mercoledì 2 settembre 2009

Semina di piante officinali ed erbe aromatiche

Questa la risposta che ho ricevuto sul forum di giardinaggio:

Adesso mi pare un po prestino per cominciare a piantare qualsiasi cosa. Bisognerà aspettare i primi temporali d'autunno che rinfreschi l'aria e bagni il terreno e poi potrai cominciare a mettere le aromatiche legnose (salvia, rosmarino, lavnda, timo ecc.) mentre se vorrai mettere rucola, prezzemolo, erba cipollina e altre erbacee dovai aspettare a seminarle molto più tardi, verso fine dicembre/metè gennaio dipendendo dalla clemenza dell'inverno.

Pompe e gruppi elettrogeni

Dopo numerosi studi faccio il punto della situazione per la situazione acqua.

SOLUZIONE 1 (350 euro) Gruppo elettrogeno + pompa elettrica
Difficile valutare il tutto, riporto qui un link che spiega come scegliere un gruppo elettrogeno:
http://www.orsiflaviosrl.com/Scelta_Gruppo.htm
Inoltre segnalo rispettivamente un gruppo elettrogeno e una pompa elettrica su ebay, ma non sono affatto sicuro che la pompa funzioni perfettamente con quel gruppo elettrogeno.
Gruppo elettrogeno
pompa elettrica


SOLUZIONE 2 (200 euro) Pompa a scoppio
Questa pompa, in vendita su ebay, mi è stata consigliata da diversi venditori una volta sentite le nostre necessità. Ha una rilevanza di metri 20 e ciò la rende molto figa ai miei occhi.
guarda la pompa qui

Gramo come la gramigna

Relativamente alla distruzione della gramigna con prodotti chimici, devo dire di non essere molto d'accordo a procedere ora con la distruzione, è una cosa che va fatta in primavera... la cosa migliore che possiamo fare ora è vangare e sollevare l'erba con le radici, assicurandoci di buttare via tutto. E' un lavoro certosino ma funziona alla grande!!

A quanto sembra non è il periodo giusto, ma lascio la parola all'esperto:
Non sarà facile eliminare definitivamente la gramigna. Ti aspetta un gran bel lavoro. Poichè non mi dici se il terreno è occupato da altre colture, parto dal presupposto che sia libero.

Ti suggerisco di operare in questo modo.
Novembre non è il momento migliore per fare il trattamento diserbante nei confronti della gramigna ma devi aspettare la tarda primavera, quando la pianta sarà in piena vegetazione, meglio ancora se in fiore, in quanto i prodotti da usare sono sistemici, vale a dire prodotti che devono essere assorbiti dalla pianta e traslocati per via sistemica alle radici per essere devitalizzate. Pertanto a seconda dell'aera geografica nella quale ti trovi, regolati di conseguenza per valutare il momento migliore.

Per cercare di combinare un minor impatto ambientale (personalmente non amo tantissimo usare i prodotti chimici se non quando è strettamente necessario) ed allo stesso tempo ottenere dei buoni risultati in quanto la gramigna è oggettivamente una "peste" per le colture agrarie, quello che ti consiglio di fare adesso, se il campo non è molto grande puoi lavorare di rastrello in modo da portare in superficie le radici e portarle via dal campo (ti raccomando di non lasciarle sul campo ma allontanarle e se puoi bruciale). Se il campo è grande, puoi prendere a noleggio o farti prestare una macchina agricola in modo da rivoltare il terreno ed anche in questo caso, portare via dal campo le piante. In questo modo riduci sensibilmente la quantità di gramigna. In tarda primavera, quando la pianta sarà in piena attività vegetativa, orientativamente verso maggio (non so in che zona abiti), puoi intervenire con il diserbante Glyphosate che in ogni caso va usato con molta cautela ed in maniera il più localizzata possibile, tenendo conto di non irrorare nelle giornate di vento (per evitare il fenomeno della deriva vale a dire di mandare il prodotto su colture agrarie) o nelle giornate dove si sospetta la pioggia in quanto si ridurrebbe l'efficacia del diserbante.

Da maggio inizia i trattamenti con Glyphosate. Poichè il suo tempo di azione è di circa un mese (vale a dire la pianta dissecca in un mese) passato tale periodo, valuta la situazione e decidi se è il caso di fare un altro trattamento con il diserbante e così via per non più di tre trattamenti.
Eliminare definitivamente la gramigna è duro, molto duro. La cosa importante è cercare di eliminare il più possibile le radici perciò in ogni caso, ti consiglio di lavorare sempre manualmente.
Per quanto riguarda la tua seconda domanda non posso risponderti in quanto non mi dici di che specie si tratta.

Zzzzzzzzzzz...

"Escono dalle fottute pareti!"


L'ortodio è completamente infestato dalla zanzara tigre. Uso il singolare solo perchè non so se si dice "zanzare tigre" o "zanzare tigri", ma vi assicuro che il plurale sarebbe d'obbligo.

I prodotti migliori sono quelli della Sandokan (http://www.sandokan.com/) ma sono piuttosto costosi, quindi occorre essere parsimoniosi.

Pubblico uno strarcio di un articolo letto su mediciesalute.it

E' un insetto originario delle foreste tropicali del sud-est asiatico, conosciuto con l'appellativo di zanzara tigre a causa delle strisce bianche che attraversano il suo corpo di colore nero. [...]

Si riproduce depositando delle uova, tra le 40 e le 80 in media, in tutti quei contenitori capaci di contenere dell'acqua: le uova vengono adagiate sulla superficie in modo tale che aderiscano alle pareti. Una volta sommerse dall'acqua e in condizioni climatiche favorevoli si schiudono dando origine alle larve che, attraverso un processo di crescita di circa 1-2 settimane, raggiungono lo stadio di "pupe". Da questo momento impiegano circa 48 ore per diventare adulte e iniziare a volare. Nelle successive 48 ore la zanzara tigre è in grado di accoppiarsi. Una volta esaurita la funzione riproduttiva, il maschio sopravvive solo alcuni giorni, mentre la femmina tenta di procurarsi il suo primo pasto a base di sangue, necessario per far maturare le uova. Poi, dopo 2-3 settimane, muore. [...]

I focolai tipici del suo ambiente d'origine sono le cavità che si formano nel tronco degli alberi ad alto fusto, ma anche gli incavi di alcune piante, soprattutto dei bambù e le pozze d'acqua che si formano tra le rocce. La sua grande capacità di adattamento le ha consentito, una volta arrivata nel nostro Paese, di riprodursi praticamente in ogni manufatto in grado di contenere piccole raccolte d'acqua dolce: bacinelle, sottovasi, secchi, scatole di plastica, bottiglie rotte e copertoni d'auto lasciati all'aperto.
La zanzara tigre depone le sue uova da aprile ad ottobre. Considerando, però, che, in condizioni ideali di temperatura e umidità, le uova sono in grado di sopravvivere sino a più di 240 giorni e di resistere a temperature anche sotto lo zero, non stupisce che esse riescano a superare persino le stagioni invernali. Sono, perciò, presenti tutto l'anno. [...]

E' bene non abbandonare oggetti e contenitori che possano raccogliere acqua piovana (copertoni, bottiglie, sottovasi, innaffiatoi). Provvedendo semmai a svuotarli o, qualora fossero inamovibili, a coprirli con teli di plastica e zanzariere e ad inserirvi filamenti di rame, metallo conosciuto per il suo effetto tossico sull'insetto. Nelle piccole fontane da giardino, inoltre, è consigliabile introdurre pesci larvivori, quali i pesci rossi.



Per ora il piano è questo:
  1. Per quest'estate le zanzare ce le teniamo, dall'anno prossimo si inizia prevenzione e disinfestazione
  2. Già da quest'anno dobbiamo far sparire tutti i contenitori di acqua ristagnante.
    Le zanzare tigri depongono le uova solo nell'acqua che ristagna, ne basta pochissima (come un sottovaso) e in pochi giorni ne nascono un bordello. Se proprio siamo costretti a tenere acqua ristagnante ci sono tre ulteriori soluzioni:
    • Si mette nell'acqua un prodotto apposta per uccidere le larve (v. punto 1)
    • Si butta nell'acqua un paio di pesci rossi che oltre ad essere carini e fare la guardia al giardino, sono anche ghiotti di larve di zanzara
    • Si copre il tutto con un panno di cotone per evitare che passi qualsiasi cosa a parte l'aria e la sfiga.
  3. Per l'anno prossimo dobbiamo comunque prevedere un piano di disinfestazione con i prodotti apposta, sopratutto in prossimità di eventi tipo grigliate.

Come coltivare il luppolo in casa

Breve guida alla coltivazione casalinga del luppolo

FONTE: http://www.arsbirraria.org/


Dopo aver parlato della fase di raccolta e conservazione del luppolo “homegrowed”, è arrivato il momento di affrontare l’argomento più importante: la coltivazione in casa. La primavera è infatti ormai alle porte e si sta avvicinando il momento perfetto per piantare. Prima di affrontare la parte tecnica è però giusto parlare un po’ della storia di questa strana pianta, che da più di 1000 anni viene adoperata per amaricare, profumare e stabilizzare la birra.


Il luppolo (nome botanico Humulus lupulus) è una pianta rampicante, molto diffusa nell’Italia centro-settentrionale, che cresce spontaneamente lungo le rive dei corsi d’acqua e ai margini dei boschi, fino a circa 1000 metri di altitudine. Ovviamente non possiamo utilizzare nelle nostre birre il luppolo selvatico, in quanto non è possibile capire quali componenti aromatiche e amare ci può fornire. Occorre quindi coltivare varietà ben definite e selezionate, in modo da avere un controllo completo in fase di birrificazione, a seconda dello stile di birra scelto. Per la produzione della birra viene infatti adoperata l’infiorescenza femminile, o cono, prodotta dalla pianta femmina del luppolo. All’interno di ogni cono è presente una polvere giallastra composta da resine (principalmente alfa-acidi e beta-acidi responsabili del grado e tipo di amaro), polifenoli (es. flobafeni, xantumolo) e oli essenziali (responsabili del caratteristico profumo del luppolo), tutti variabili a seconda del tipo di luppolo.

I rizomi
La pianta cresce e si propaga da una grossa radice chiamata rizoma, dalla quale poi partono i tipici tralci rampicanti. Per iniziare la coltivazione è necessario quindi procurarsi i rizomi, facendo delle talee da piante già esistenti oppure acquistandoli presso negozi esteri specializzati. In Italia, ad oggi, non esistono negozi dedicati alla produzione e vendita di rizomi, mentre ce ne sono parecchi nei paesi con maggiore tradizione brassicola (Belgio, Germania, Inghilterra, Repubblica Ceca).
L’acquisto dei rizomi è la soluzione più semplice ed efficace, ma ha bisogno di alcune accortezze: occorre infatti che la spedizione parta nei primi giorni della settimana, in modo da ricevere il rizoma dopo massimo 2-3 giorni. I vasetti con il rizoma normalmente vengono spediti avvolti nel giornale bagnato per mantenere l’umidità, ma purtroppo le condizioni di trasporto dei corrieri qualche volta danneggiano irrimediabilmente il rizoma. Una volta ricevuti i vasetti, è possibile conservarli in frigo fino a quando non sarà arrivato il momento per piantarli.

Il terreno di coltivazione
Come indica la seconda parte del nome botanico (lupulus = lupo), il luppolo è una pianta molto resistente e selvaggia, che cresce anche in terreni poveri di sostanze nutritive. Per poter avere un buon raccolto è necessario, però, seguire alcune indicazioni. Il luogo ideale per far crescere il luppolo deve essere una zona:
- esposta a sud, con una esposizione al sole di almeno 6-8 ore al giorno
- con un buon ricircolo di aria per prevenire le malattie e i parassiti
- riparata dai forti venti per evitare che la pianta si danneggi
- con un terreno fertile (con un pH compreso fra 6 e 7,5) e un buon drenaggio.


Queste condizioni sono pressoché indispensabili per avere un raccolto decente e sano. Nel caso abbiate terra molto argillosa è possibile unire sabbia e ghiaia, in modo da alleggerire la massa e aumentare il drenaggio


Piantare i rizomi
Il periodo migliore per piantare è da marzo a maggio, passate le ultime gelate. La tecnica consiste nel creare una collinetta alta circa 15 cm e sistemare orizzontalmente il rizoma (o al massimo due) a circa 10 cm di profondità. Le radici devono essere posizionate verso il basso e i germogli bianchi dei tralci verso l’alto per facilitare la crescita.
Sulla collina, e intorno ad essa, è consigliata l’applicazione di uno strato di pacciame (paglia, foglie secche o corteccia di pino sminuzzata) in modo da evitare la proliferazione delle piante infestanti e ridurre l’evaporazione dell’acqua dal terreno. La terra intorno al rizoma deve essere infatti sempre umida.
Se pensate di piantare varietà differenti dovete mantenere fra una pianta e l’altra una distanza di almeno un metro e mezzo per evitare “intrecci” al momento della crescita. Nel caso intendiate piantare 2 rizomi per collinetta controllate ovviamente che siano della stessa varietà.


Creare la struttura di sostegno
Vicino al rizoma è necessario costruire una struttura di sostegno che permetta ai tralci di rampicare verso l’alto con facilità (ogni tralcio può raggiungere i 7-8 metri di lunghezza!). A seconda del luogo di coltivazione è possibile sfruttare un muro, una recinzione, una pergola o delle colonne. Se non disponete di queste strutture dovrete allora costruirne una adatta allo scopo.
Ecco le regole base da osservare:
La struttura deve essere alta circa 2,5 - 3 metri, in modo da non rendere difficoltoso il raccolto;
L’area di sviluppo deve essere tale da permettere la crescita di tralci lunghi 6-10 metri;
Se non è possibile sfruttare altre strutture nelle vicinanze piantare dei pali robusti nel terreno;
La struttura deve essere molto robusta considerando che ogni singola pianta può arrivare a pesare fino ad una decina di Kg;
Per facilitare l’arrampicamento dei tralci della pianta è necessario usare reti metalliche o plastiche a maglie molto larghe.
Una soluzione usata spesso e molto efficace è quella di costruire una rete alta circa 3 metri che prosegue in orizzontale per altri 3-4 metri. Questa configurazione faciliterà le operazioni di raccolta e permetterà uno sviluppo totale della pianta.
Un’altra soluzione consiste nel piantare un palo di circa 5 metri e tirare a terra 4-6 cavi, collocando un rizoma alla base di ogni filo, ad una distanza di circa 2 metri dal palo. Questa configurazione occupa pochissimo spazio, ma è consigliata soprattutto a chi deve piantare rizomi della stessa varietà, in modo da non confondersi al momento del raccolto. A causa del peso elevato che può raggiungere è opportuno piantare il palo per almeno 1-1,5 metri.
Un ulteriore sistema consiste nel collegare con un filo-guida l’estremità di 2 o più pali. Al filo può essere poi agganciata una rete per far arrampicare i tralci. Con una distanza fra i pali di 6-8 metri è possibile piantare fino a 3 rizomi di varietà diverse.


Un ultimo consiglio: segnate sempre sulla pianta o su un quaderno l’ordine esatto delle varietà piantate, in modo da non confondervi quando dovrete raccogliere i coni a fine estate.

La coltivazione in casa del luppolo, come avrete sicuramente notato, è un’attività praticamente alla portata di tutti: occorrono soltanto un po’ di spazio, un buon terreno e tanta buona volontà. Rispettando le poche regole descritte in questo articolo è possibile ottenere luppolo di ottima qualità e in grande quantità: da ogni pianta, a seconda della varietà, è infatti possibile raccogliere fino ad una decina di kg di luppolo fresco!

FONTE: http://www.arsbirraria.org/

Humulus lupulus

Il luppolo (Humulus lupulus, L. 1753) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente, come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali.
FONTE: Wikipedia

Il luppolo è una bella pianta rampicante che produce grossi fiori bianchi dall'intenso profumo di... Beck's.

Dopo un lungo studio di fattibilità e una riunione con gli azionisti è stato ufficialmente deliberato che da aprile/maggio un paio di piantine di luppolo allieteranno le nostre giornate campestri.


Seguirà una piccola guida sulla coltivazione di questa nobile pianta.